Un segugio da compagnia, una scelta da ponderare

Articoli Data pubblicazione: 17-04-2018

Un segugio da compagnia, una scelta da ponderare  

Innanzi tutto cerchiamo di capire che tipo di cane è un segugio, anche se non è possibile entrare qui nei dettagli. Il segugio viene comunemente descritto come un cane da caccia che usa il naso soprattutto in modalità mega-olfatto, cioè al suolo, che segue le tracce e insegue la selvaggina. Fin qui niente di nuovo. Il segugio però è anche un cane con una spiccatissima socialità intraspecifica e una particolare socialità interspecifica, nel senso che non entra in sintonia con tutti gli esseri umani, ma solamente con quelli con i quali riesce a sintonizzarsi, spesso si tratta di cacciatori o comunque di persone in linea con la sua indole. Parliamo per semplificare di segugio al singolare, ma le razze di segugi sono tante e ciascuna, a seconda del tipo di selvatico che caccia e del territorio in cui lo caccia, ha proprie caratteristiche caratteriali e comportamentali. La maggior parte di queste razze è tuttora utilizzata per l’attività venatoria e non è comune vederle in ambiente urbano, tuttavia accade sempre più spesso che un segugio venga adottato da un rifugio o da un canile e venga portato a vivere in città e non venga (più) portato a caccia. Anche in un incrocio con un segugio è possibile riscontrare le caratteristiche di un segugio puro, pertanto è sempre bene cercare di capire che tipo di cane stiamo scegliendo come compagno di vita e nuovo membro della famiglia.

Non tutti i segugi sono ardenti cacciatori, tuttavia è molto difficile imbattersi in un soggetto completamente disinteressato alla selvaggina o a seguire una traccia, e per quanto il nostro intento sia di farlo camminare all’aria aperta, di garantirgli attività e socializzazione con altri cani, nulla gli darà la stessa soddisfazione di correre dietro ad una preda assieme ad altri segugi.

E’ probabile che chi conosce i segugi per sentito dire o chi ne ha posseduto uno senza comprenderlo, vi possa raccontare che si tratta di un cane testone, che si distrae facilmente e dal quale sia difficile farsi ubbidire, specialmente quando lo si lascia libero. La verità però è che il segugio semplicemente fa quello per cui è stato selezionato: mette il naso per terra, segue le tracce e rincorre l’animale selvatico.

Se quindi si pensa di prendere un segugio per portarlo a fare obedience o agility, non si è sulla strada giusta. Nemmeno se si pretende che ci stia al fianco come un soldatino mentre passeggiamo per le vie del centro o, peggio, se pensiamo di potergli insegnare a camminarci vicino senza guinzaglio. Ogni minimo odore che può essere di suo interesse lo distrarrà da ciò che noi gli stiamo chiedendo.
I segugi sono selezionati per essere delle vere e proprie macchine quando trovano qualcosa di interessante da annusare e per avere resistenza e tenacia nello svolgere il loro compito. Annusare pare avere la precedenza su qualunque altra cosa vi sia attorno, proprietario compreso.
Trattarli solamente come animali da compagnia può metterci dinnanzi ad alcune sfide: la prima è quella dell’indipendenza e della distanza che possono prendere fisicamente da noi una volta liberati dal guinzaglio; la seconda è quella della totale indifferenza ai nostri richiami, d’altra parte si stanno semplicemente comportando secondo la loro indole ..non c’è quindi bisogno di agitarsi tanto! Una terza sfida è quella del gioco, del totale disinteresse per giocattoli, palline, pupazzi e pupazzetti… l’odore non è affatto stimolante!

Allora come possiamo fare? Come possiamo riuscire ad educare un segugio e a divertirci insieme? Negli ultimi tempi le attività cinofile si sono molto diversificate, alcune mimano l’attività venatoria, senza prede, altre cercano di stimolare gli stessi sensi del cane utilizzando odori artificiali, oppure creando tracce “di sangue” che terminano con un premio o prendendo in prestito pezzi di altre discipline mescolandole. La mia opinione è che da tutto ciò nasca solo del guazzabuglio e che gli esseri umani riescano a complicare le cose semplici. Ricordiamoci che due aspetti importantissimi per il benessere del segugio sono 1. un’attività psico-fisica che soddisfi la sua genetica (ossia un lavoro fisico e cognitivo volto al raggiungimento di uno scopo, lo scovo della preda, e il suo inseguimento) e 2. la socialità, ossia fare la suddetta attività assieme ad altri segugi. Nessuna attività alternativa soddisfa questi aspetti. Neppure il mantrailing, che tra tutte le opzioni possibili è quella con più caratteristiche positive, riesce a soddisfare le esigenze primarie del cane da seguita.

Se proprio non desideriamo darci all’attività venatoria vera e propria, possiamo optare per l’addestramento (dove nessuna preda viene ferita né uccisa) che può essere svolto in appositi recinti o zone aperte.

Talora l’unico modo per aprire un canale di comunicazione tra noi e il nostro segugio è andare sul campo insieme ed essere partecipi delle sue emozioni, specialmente se l’abbiamo adottato da adulto. Bisogna poi prestare attenzione ad un aspetto, i segugi apprezzano la vicinanza umana e sanno godere delle comodità domestiche, il loro comportamento “da divano” può far pensare sia che siano soddisfatti sia che tra di noi ci sia un legame consolidato, ma non sempre è così. Sono cani che sanno nascondere, che sanno trattenere, che manifestano il loro malessere in maniera un po’ contorta. Lo stress può palesarsi con disturbi gastro-intestinali, depressione (il cane dorme tutto il giorno), insorgenza di paure, scarsa voglia di uscire, oppure in maniera più evidente con vocalizzi eccessivi, caccia a tutto quello che si muove, ecc.

Tendenzialmente, sottolineando che naturalmente ogni segugio è diverso dall’altro, sarà difficile educare un segugio con metodi rispettosi e basati sul rinforzo positivo se in cambio non gli si dà modo di esprimere la sua indole. E’ una tipologia di cane che vuole sentirsi compreso e accettato per ciò che è ed è poco disposto a darsi, se ci sono degli attriti nella relazione.

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