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Segugi e lupi

Notizie Data pubblicazione: 23-10-2026

Segugi e lupi  

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Tra i cani da caccia, i segugi sono quelli maggiormente predati dai lupi. Si tratta di un fenomeno che non riguarda solo l’Italia, ma diversi altri paesi europei ed extra europei. Nel nostro Paese, dal 2022 ad oggi, abbiamo assistito ad una recrudescenza e ad un intensificarsi del fenomeno delle predazioni su cani. Questo articolo non intende affrontare la problematica che è complessa e vasta in tutte le sue componenti, ma solamente descrivere sinteticamente le dinamiche di predazione e spiegare come mai i segugi siano, tra altre, le vittime ideali.

Quando parliamo di predazione intendiamo che i lupi si sono cibati del cane, quando parliamo di uccisione, invece, manca la fase alimentare. Possiamo parlare di tentata predazione quando è piuttosto chiaro che, se non fosse intervenuto qualche disturbo, incluso l’arrivo del proprietario, il cane oltre che ucciso, sarebbe anche stato mangiato.

Sappiamo che i segugi, nel momento in cui scovano la preda, partono all’inseguimento della stessa. Diciamo che il comportamento della preda definisce quello del predatore (anche se in realtà c’è un’influenza reciproca): le lepri possono portare lontano i segugi, ma poi rientrano verso la zona dalla quale sono partite; quindi, i segugi ad un certo punto tornano indietro. I cinghiali, diversamente, tirano dritto e possono portare i segugi a parecchi chilometri di distanza dai cacciatori, se non vengono abbattuti nella zona che questi ultimi hanno circoscritto. La volpe ha un comportamento ancora diverso, dato che ha tra le alternative anche quella di infilarsi nella tana.

I segugi predati, tranne rare eccezioni, sono quelli da cinghiale e da lepre. 

Il primo elemento che favorisce la predazione sui segugi è dunque la distanza dai proprietari. Non è il solo. È noto, infatti, che i segugi mentre cacciano, abbaiano. L’abbaio viene emesso costantemente anche durante la seguita, agevolando i lupi. I predatori, da un lato, possono accorgersi della presenza dei segugi a lunghe distanze, dall'altro riescono a seguirne gli spostamenti senza alcuna difficoltà.

Il secondo elemento è perciò rappresentato dalle vocalizzazioni. Mentre i segugi inseguono la loro preda, sono completamente concentrati su di essa, sono “one-track mind”, ossia focalizzati su un unico obiettivo escludendo tutto ciò che c’è attorno, per i lupi è quindi semplice aggredirli senza che abbiano il tempo di accorgersene. Il terzo elemento è la distrazione.

A questi aspetti possiamo aggiungere la taglia media del segugio, la sua indole non aggressiva e il contesto, nella stragrande maggioranza dei casi boschivo, che consente ai lupi un ulteriore elemento di vantaggio per non essere visti.

Sono centinaia i segugi che, negli ultimi anni, sono stati predati dai lupi in Italia. Le predazioni sono attuate sia da singoli lupi, che da coppie o branchi. Alcuni segugi si sono salvati e si salvano perché il proprietario si trova nelle vicinanze, sente il guaito provocato dall’attacco e accorre. Diversamente è quasi impossibile che la scampino. Un altro comportamento che attuano i lupi quando i proprietari sono nelle vicinanze (parliamo di attacchi sferrati nelle fasi precedenti lo scovo), è quello di attaccare i segugi nel fitto della vegetazione, trascinandoli sotto rovi e cespugli e ricoprendoli di foglie e terra, per poi tornare a cibarsene in un secondo momento. Altre volte, li portano via. Il proprietario vede dal collare GPS che il segugio si allontana, ma in realtà sono i lupi che lo stanno trasportando altrove.

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Pubblicata il: 23-10-2026

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