Giuseppina detta Ciupi
Giuseppina detta Ciupi non è esattamente un segugio, è una cagnolina nata come cane da cinghiale da una genealogia poco coerente. È piuttosto difficile dire da quali razze provenga, possiamo solo ipotizzare segugi da cinghiale, la linea dei pilonai, e qualcos’altro, in un mix oscuro. Fatto sta che Ciupi ad un certo punto della sua vita (non ho idea di quanti anni abbia) è stata ceduta dal suo cacciatore ad un’altra persona non cacciatore che però non la voleva tenere. Dopo essermi impegnata per cercarle una nuova casa e averla portata a sterilizzare a causa di una precedente precoce gravidanza e di noduli alle mammelle, la faccio breve, Ciupi è arrivata a casa mia e ci è restata.
Le sue pregresse abitudini consistevano nel farsi una vita per i fatti suoi, box, caccia indipendente da ogni legame canino e umano, poi catena intervallata a notti e giorni a zonzo per la montagna. Giuseppina ha una doppia faccia, una affettività quasi morbosa e fisica e una indipendenza sorda a qualsiasi richiamo. All’inizio voleva solo fuggire e tornare nei boschi. Passava ore e ore a guardare fuori dalla recinzione e mordeva la rete per creare una via di fuga. Una volta fuggì dal cancello e un’altra la lasciai andare mentre eravamo fuori al guinzaglio, perché allora non voleva camminare, ogni due passi si inchiodava, si buttava per terra, non ne voleva sapere. Entrambe le volte, tornò dopo quattro o cinque ore passate sui monti attorno a casa. Lasciare liberi i cani di girovagare non è una opzione che ho mai adottato (per mille ragioni, in primis i pericoli per se stessi e per gli altri), salvo quella volta, ma il suo rientro mi aveva dato modo di constatate che alla fine, un rapporto, in qualche modo, c’era. Con gli altri miei cani non comunicava più di tanto, era come se non ci fossero.
Riassumendo, a casa era assente, al guinzaglio una tragedia.
Decisi allora di portarla in recinto in addestramento su lepre con alcuni degli altri miei segugi.
Lei correva alla recinzione ed iniziava ad abbaiare facendo continuamente avanti e indietro e poteva continuare a farlo per ore e ore. Era insopportabile, oltre che assolutamente negativo per il suo equilibrio. Quindi ogni volta che metteva in atto questo comportamento, andavo e la legavo. Finché non la portai in un recinto in pianura dove le lepri abbondavano e per lei fu impossibile restare alla recinzione con tutti quegli animali che si alzavano dal covo inseguiti dai segugi.
Il percorso per arrivare ad oggi è stato piuttosto lungo, ma ha lasciato a Ciupi la possibilità di compiere delle scelte anziché subire delle imposizioni verso le quali è ostinatamente refrattaria. Cacciare insieme agli altri ha dato una sferzata alla sua scarsa attitudine al branco, smussandone gli angoli e facendo sì che spesso stia nel gruppo, con andate e ritorni, ma comunque abbastanza attenta alle dinamiche dei suoi compagni. Al guinzaglio cammina senza problemi, è felice di andare in paese per buttarsi addosso a qualcuno a farsi coccolare e non passa più le ore a guardare il bosco.
È una cagnolina che ha un modo di cacciare tutto suo, sicuramente non esente da difetti, ma questo non le impedisce di avere un senso del selvatico molto sviluppato e una sequenza predatoria completa, rendendola una vera killer sui piccoli animali. Una cagnolina che ho dovuto accettare per come era e per come è perché alcuni tratti del temperamento con basi genetiche che si fissano nei primi mesi di vita e poi negli anni successivi, diventano poi praticamente immutabili. Prendere un cane, specialmente se adulto, significa anche saperlo accettare assieme al suo passato e lasciargli il tempo di decidere se vale la pena concederci qualcosa.
Vuoi saperne di più?
Entrare nel mondo dei segugi può essere una sorprendente esperienza!
Contattami!